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Il bollettino giuridico . News e informazione giuridica

Benvenuti nel nostro bollettino giuridico, la vostra fonte affidabile per gli ultimi aggiornamenti nel mondo del diritto. Qui troverete un'attenta selezione delle sentenze più recenti in materia penale e civile, accompagnate da studi e relazioni approfondite sulle questioni giuridiche più rilevanti. Il nostro obiettivo è tenervi informati e stimolare la riflessione su temi legali che influenzano la vostra quotidianità.

Le ultime sentenze: penale e civile

Rimanete aggiornati con le decisioni più significative che stanno plasmando il panorama giuridico italiano. Il nostro bollettino presenta un'analisi concisa delle ultime sentenze in diritto penale e civile, evidenziando i casi che hanno stabilito nuovi precedenti o che offrono chiarimenti importanti su normative esistenti. Che siate professionisti del settore, studenti di giurisprudenza o semplicemente interessati a capire meglio il funzionamento della giustizia, qui troverete informazioni preziose e di facile comprensione. 

Approfondiamo temi che vanno oltre la cronaca giudiziaria, toccando argomenti che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana e sulle attività professionali. Questi approfondimenti sono pensati per stimolare il dibattito e fornire una comprensione più completa del diritto italiano ed europeo.

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L'amministratore di condominio restituisce le somme prelevate se non ne prova l'impiego: Sentenza Seconda Sezione civile, Corte di Appello di Napoli, n. 5340 del 13 luglio 2026

Il condominio aveva convenuto in giudizio la precedente amministratrice  per avere emesso in proprio favore assegni tratti dal conto condominiale per complessivi euro 13.175,90. Secondo  il condominio i prelievi erano privi di giustificazione documentale e di autorizzazione assembleare, deducendo che dal 2009 al 2016 non erano stati redatti ed approvati nemmeno rendiconti consuntivi e che, al passaggio delle consegne, non erano state comunicate al nuovo amministratore alcune esposizioni debitorie maturate durante la gestione. L'amministratirice sosteneva invece di avere impiegato le somme per esigenze comuni, in particolare per il pagamento delle utenze elettriche e delle spese postali relative alle convocazioni assembleari e di avere maturato compensi per complessivi euro 14.209,28.                                                                                                                                                                                     Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 9350/2022, aveva condannato l'amministratrice a restituire l'intera somma di euro 13.175,90, oltre interessi e rivalutazione dalla domanda, ponendo a suo carico anche le spese processuali. Con l'appello, la soccombente contestava la distribuzione dell'onere probatorio e lamentava che il primo giudice non avesse considerato i pagamenti dettagliatamente indicati nella comparsa di costituzione e non contestati in modo specifico dal condominio.                                                                                                        La Corte di Appello di Napoli, Seconda Sezione civile, con la sentenza n. 5340 del 13 luglio 2026, ha parzialmente riformato la condanna dell'amministratrice.  L'importo restitutorio è stato rideterminato nel dispositivo in euro 7.540,62, oltre interessi e rivalutazione dalla domanda. Il rapporto tra amministratore e condominio è stato  regolato alla stregua del mandato., ed ai sensi dell'art. 1713 c.c. il mandatario deve rendere conto al mandante del proprio operato. Nei casi di prelievi individuati dal condominio, l'amministratrice doveva  dimostrare documentalmente che le somme erano state destinate alla gestione comune.  La Corte stauisce che: "L'amministratore di condominio è mandatario dei condomini e, in tale veste, è tenuto a rendere il conto della gestione e a fornire la prova documentale dell'impiego delle somme a lui affidate; ove non dimostri la destinazione delle somme prelevate o incassate, è tenuto alla restituzione degli importi rimasti privi di giustificazione contabile, gravando su di lui l'onere di provare i pagamenti indicati nel rendiconto e le modalità di esecuzione del mandato."

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cannabis. detenzione e coltivazione

 In Italia, la giurisprudenza in materia di marijuana distingue nettamente tra detenzione per uso personale (illecito amministrativo), coltivazione domestica e spaccio (reati). La soglia di tolleranza per il possesso personale è di 500 milligrammi di principio attivo (THC), che equivalgono a circa 5 g di sostanza lorda.  

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Guida dopo l’assunzione di sostanze stupefacenti​

Decisa la questione di legittimità costituzionale dell’art. 187, commi 1 e 1-bis, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) – come modificati dall’art. 1, comma 1, lettera b), numeri 1) e 2), della legge 25 novembre 2024, n. 177 (Interventi in materia di sicurezza stradale e delega al Governo per la revisione del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285) – nella parte relativa alla eliminazione del requisito dell’alterazione psicofisica.

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